Il seme della creatività nell’aspro terreno manifatturiero

541927_Al Capone's Soup Kitchen, Chicago ILUna riflessione nata l’altro giorno, guidando per le vie del mio paese (nel bel mezzo della campagna veneta) e passando tra quei capannoni che hanno fatto grande l’Italia.

Il Veneto ha conosciuto la sua fortuna grazie a persone di valore, persone di altri tempi, che hanno saputo trasformare la loro passione in lavoro prima, in capannoni poi. In industria, oggi. Certo, erano altri tempi, economicamente forse (io non ero ancora nato :) ) anche meno duri, ma quello che è sicuro è che i giovani d’oggi hanno in gran parte perso questa manualità. La cultura del fare.

Non per forza è un male. Non finiamo sulla solita cantilena di chi ci dice “ai miei tempi…” e via dicendo. La mia riflessione vuole essere propositiva.

Il ragionamento parte dall’esistenza odierna di due mondi, ideologicamente contrapposti.

Il mondo dell’innovazione, di internet, delle idee bizzarre, del marketing virale, del doversi inventare qualcosa di nuovo ogni giorno perché è già stato inventato tutto. Il mondo dei giovani d’oggi insomma, un po’ stressante forse ma sicuramente molto in movimento :)

Dall’altra parte invece, c’è il mondo degli antichi sapori, dell’imprenditoria fatta di cose, di accordi commerciali, strette di mano (non di contratti!), di radici solide, esperienza. Gli imprenditori di ieri, insomma.

Due mondi molto diversi, che però si uniscono nel concetto di “innovazione“.

Facile a dirsi, ma a farsi?

Indubbiamente meno. Perchè? Pur essendo vero che l’imprenditore per natura innova e rischia, è altrettanto vero che investe in quello che comprende. E il punto di rottura temporale tra analogico e digitale che il mondo ha vissuto negli scorsi anni, certo non aiuta a fondere questi due mondi all’apparenza così distanti.

E allora? Dobbiamo sperare solo nelle nuove generazioni di imprenditori? No, almeno io la penso diversamente.

Immaginiamo di avere un seme, di una pianta qualsiasi. Per farla crescere serviranno sicuramente: tanta pazienza, fortuna, tanta acqua. Più o meno queste regole valgono sempre. Poi la pianta crescerà più o meno bene a seconda delle sue caratteristiche, ovvio. Ma insomma, è una metafora, con tutti i limiti che ha. Passatemela.

A queste tre componenti, però se ne deve aggiungere un’altra, la più importante: il terreno fertile.

Se la terra è dura e aspra non crescerà probabilmente un bel niente, a meno che non abbiate una pianta molto forte. Comunque sareste Sfortunati, perché una pianta così, in un vaso di letame probabilmente diventerebbe un albero.

La metafora è abbastanza chiara penso. Il seme è il giovane creativo, il terreno fertile è l’azienda dell’imprenditore di altri tempi.

Anche se l’azienda ha molti anni, anche se ha visto crescere i figli dei primi dipendenti, è fondamentale, per ottenere tutti i vantaggi derivanti dall’innovazione, che il suo management abbia una mentalità aperta, pronta a rischiare e ad innovare. Ad accogliere e a dare spazio alle nuove idee. Il management ha il ruolo più importante: fondere i due mondi. Ed è un ruolo difficile, rischioso.

È così che nascono i casi di eccellenza. Quelli narrati nei libri di economia aziendale. Le Piccole e Medie Imprese che diventano Industria perché hanno saputo investire nell’innovazione, che però oggi è nelle mani delle nuove generazioni.

Una riflessione forse un po’ banale, ma che parte da quello che purtroppo spesso vedo con i miei occhi. Dico purtroppo perché l’innovazione è la chiave per crescere, da sempre.

Io lo chiamerei “effetto app”

NASA Visualization Explorer (iPad app) Chi di voi ha quotidianamente a che fare con un tablet o uno smartphone forse sposerà la mia tesi.
Quante volte vi è successo di utilizzare un’app e di eliminarla (o lasciarla ammuffire, che più o meno è la stessa cosa) dopo pochi minuti?

Po-chi-mi-nu-ti.

Non so se mi spiego, mesi di lavoro (per chi le sviluppa) buttati nella spazzatura in 3 minuti (credo di averne scartate anche in un tempo minore, misurabile sull’ordine dei secondi…). Ed è ben difficile far tornare l’utente sui suoi passi. Ciò accadrà forse se siete un oscuro guru del remarketing, ma per tutti gli altri il lavoro da fare è davvero tanto.

L’usabilità in un’app gioca quindi un ruolo fondamentale. Non solo. Deve essere amore a prima vista. Vi deve piacere e subito. Non devono esserci noiose istruzioni da leggere… altrimenti i vostri benedetti po-chi-mi-nu-ti ve li fumerete così, con il libretto di istruzioni. Deve essere facile, intuitiva, immediata.
Non deve annoiare, deve stupire. Di più, deve farvi innamorare a prima vista.

L’amore si sa, è come il tempo, fa quello che vuole. Sarà dura sapere in anticipo se qualcuno si innamorerà o meno della vostra app. Tuttavia, con qualche ricerca di mercato, con uno studio di usabilità approfondito, con tanto buon senso e buon gusto, con tanta intuizione, un po’ di genialità, con le idee chiare su chi è il vostro target e con un esperto di web/marketing/comunicazione al vostro fianco dovreste combinare qualcosa di buono :-)

Ma la cosa più terribile per chi sviluppa non è tanto costruire l’app perfetta, che, ok, è un mercato fiorente, ma anche nuovo, quindi ci si può permettere il lusso di sperimentare un po’ di più…  è piuttosto l’ “effetto app” che si sta annidando nella mente del cosiddetto “utente medio”. Il nemico numero uno del buon senso della perfezione di grafici, programmatori, esperti di usabilità e markettari del web.

ah, l”utente medio, questo personaggio misterioso… si nasconde dietro parole chiave impensabili e clicca dove non dovrebbe…
L’utente medio si sta abituando a valutare le app in pochi minuti? Probabilmente sì. Ma c’è di peggio… se pensate che già lo fa con i siti, dove trenta secondi sono spesso già un bel traguardo, non pensate che potrebbe abituarsi a farlo anche con un software?

Terribile.

Vedo già un cimitero di software complicati, insieme ai loro tutorial in formato video, pdf, cartaceo. Un enorme cimitero. Visione cataclismatica? Forse, ma sta di fatto che ci stiamo abituando a NON aver bisogno di un manuale.

Esiste forse un manuale per l’iphone o per l’ipad? (Non rispondete… è una domanda retorica, ma vi assicuro  che ho visto un libro una volta… lasciamo perdere!)

Quindi, amici sviluppatori, markettari ed imprenditori… il pericolo che il nostro lavoro finisca sommerso dall’acqua dello sciacquone in meno di po-chi-mi-nu-ti è sempre più alto…
La soluzione? Pensare semplice, che più semplice non si può. Che di per sè è una cosa difficilissima :-)

Buon Natale da Creativando

Santa - truffles - chocolate + fondant

Creare musica via Internet: intervista ai Kissing Jude

Questo non è un blog di musica e io non sono certo un critico. Ma la musica è comunque una passione che coltivo da tempo e, abituato alla solita noia, quando scopro qualcosa di nuovo, di originale, non posso che esserne contento :) .

Ma se tratto l’argomento qui c’è anche un altro motivo, e si chiama “Kissing Jude“. Un progetto musicale interessante ed innovativo dove lo studio di registrazione è Internet. Sì, avete capito bene. Nell’era della “delocalizzazione creativa spazio-temporale”, per dirlo con parole loro, 4 musicisti che risiedono in 4 luoghi diversi del mondo (Padova, Genova, Forlì, Parigi) uniscono il loro talento musicale attraverso il web.

Premesso tutto questo, il progetto ve lo faccio raccontare direttamente da Elia Mercanzin, amico e cuore pulsante dei Kissing Jude.

Ciao Elia, ci racconti in breve chi sono i Kissing Jude?

Kissing Jude è un progetto musicale realmente “condiviso” che ha coinvolto 4 musicisti che mai si erano conosciuti in precedenza, ma che hanno trovato un terreno comune di dialogo creativo nella musica rock.
Niente di più, niente di meno di ciò che accade a migliaia di gruppi in giro per il mondo: la differenza sostanziale sta nel fatto che il tutto è avvenuto a distanza, via internet appunto.
Quindi massima concentrazione su musica e creatività e poco spazio all’ego e alle dinamiche spesso ingestibili tipiche dei gruppi…

Come sta andando il progetto?

Il progetto, o meglio la raccolta di brani prodotti e messi in rete, ha già qualche mese: in generale è stato accolto positivamente dal, relativamente, ristretto pubblico che l’ha ascoltato con piccole-grandi soddisfazioni come la recensione di Rocki.it.

Come vi state muovendo? Obiettivi per il futuro?

Sinceramente non stiamo “pompando” il progetto a 360°: il sito è il punto di riferimento unico per ora.
Strategie social, almeno personalmente, le ritengo inflazionate e poco efficaci in questo settore… c’è troppa offerta di musica, artisti, gruppi e gruppetti… è questa la fregatura.
Il nostro, agli occhi della gente, è soltanto l’ennesimo progetto musicale…
Chiaro che tutto fa brodo e potrebbe contribuire al passaparola… ma preferisco trovare spazi come questo blog per far conoscere il progetto, cioè “suggerimenti autorevoli” più credibili e meno autoreferenziali rispetto ad una pagina Facebook.
Ma visto che tu sei del settore… se hai idee e suggerimenti ben vengano!
Il futuro?
Negli ultimi mesi ho dovuto metter da parte la produzione musicale per causa di forza maggiore e gli altri membri del progetto hanno continuato le loro cose. il 2012 sarà l’anno della ripresa creativa per me e probabilmente Kissing Jude continuerà magari coinvolgendo altre persone.. vedremo!

Per qualche suggerimento, possiamo sicuramente parlarne. Intanto ti faccio una provocazione… ma con tutta questa distanza fisica tra voi, come saranno i concerti? :)

Fin dall’inizio abbiamo escluso concerti… per le ragioni alla base della tua provocazione :) In generale non ci siamo posti troppe domande sul futuro, abbiamo pensato a produrre buone canzoni e a divertirci.
Detto ciò, non è da escludere un concerto virtuale in streaming… la tecnologia c’è! :)

E se volete scaricare gratuitamente l’album:

In bocca al lupo Kissing Jude!

Creare un’infografica è roba da preistoria…

Vanno molto di moda le infografiche, o infografici, come li volete chiamare.

Cosa sono? Per quei pochi che se lo stanno chiedendo, diamo una breve, anzi brevissima definizione:

L’infografica (anche nota con termini inglesi information graphic o infographic) si occupa principalmente dell’organizzazione e della rappresentazione di dati e informazioni in forma grafica.” (Wikipedia)

Praticamente si tratta di utilizzare immagini, simboli, numeri e qualche scritta per rappresentare in modo intuitivo, rapido e gradevole (ah, il design) informazioni che altrimenti richiederebbero almeno almeno la scrittura di un articolo.

Niente più noiosi testi e manoscritti. L’utente medio è sempre più pigro e vuole vedere cose belle da capire in poco tempo.

Ecco che allora l’infografica torna di moda. Già, perché non è certo un’invenzione recente. I primi esempi risalgono alla preistoria, i disegni nelle caverne per capirci (stiamo forse regredendo? :) ).

Comunque sia, battute a parte, ho visto più infografici che articoli ultimamente, ma la cosa non mi dispiace.

Ce n’è qualcuno di bello che avete visto e volete condividere? Scrivetemi pure nei commenti o dove volete… potremmo fare una bella raccolta…

Se intanto vi volete divertire vi lascio con qualche esempio…

Rispondendo a qualche domanda su Ionz avrete un infografica di voi stessi in meno di un minuto, una cosa tipo questa:

Se invece volete creare sempre un‘infografica di voi stessi, ma di più professionale, come ad esempio il vostro curriculum vitae, allora vi consiglio due siti che, grazie ad un rapido collegamento con LinkedIn, possono farvi provare grandi emozioni, in pochi secondi:

  • Il primo è Revu, trovate qui un infografica sul mio profilo LinkedIn.
  • Il secondo, anche meglio in termini di personalizzazione, è Visualize Me, e anche in questo caso ho fatto una simpatica prova.

Che ne dite? W gli infografici e i disegni divertenti, dico io :)

Instagramers di Padova: intervista a Lara Vedovato

È con un grande piacere che ospito Lara Vedovato su Creativando. Che ha anche il difficile compito di essere il primo ospite di questo blog :)

Lara è una persona con cui consiglio indubbiamente una chiacchierata sul web marketing, ma non solo.

L’ultima volta che ci siamo incontrati, tra uno spritz, un tramezzino e un iPhone è venuto fuori che la ragazza ha creato e sta gestendo il primo gruppo veneto della community Instagram (un nuovo social media su cui ho scritto un post in marketingarena non molto tempo fa), gli Instagramers di Padova appunto. Naturalmente, non mi sono fatto sfuggire l’occasione per raccontarvelo…

Anzi, lo faccio raccontare direttamente a lei :)

@antoniocabras

Ciao Lara, che cosa bolle in pentola?

La community per raggruppare gli Instagramers di Padova: un’opportunità per condividere le nostre foto, idee, partecipare ai contest e conoscerci attraverso degli incontri/eventi.
In Italia non siamo gli unici, oltre al nazionale IgersItalia, tra i più attivi abbiamo gli IgersRimini, IgersBologna, IgersTorino, IgersMilano. Alcuni di loro hanno già organizzato degli InstaMeet nelle loro città. Adesso stiamo organizzando il primo InstaMeet Nazionale a Milano per il 24 Settembre. Stiamo definendo gli ultimi dettagli e poi daremo le info più importanti. Di sicuro ci sarà da divertirsi e consiglio di non mancare!

Come mai hai deciso di creare questo gruppo?

L’idea è nata un paio di mesi fa, quando ho scoperto Instagramers.com la community internazionale degli utenti dell’applicazione per Iphone Instagram creata a gennaio 2011 dallo spagnolo Phil Gonzales.
Nel giro di pochi mesi sono nate delle micro community locali in tutto il mondo. Ho notato che in Veneto ancora mancava sebbene ci fossero parecchi utenti attivi, così ho scelto di creare IgersPadova.
Da qualche giorno è nata anche IgersVenezia.

Come ti stai muovendo?

Attualmente è attivo l’account su Instagram @igerspadova, una pagina Facebook, Twitter  e Tumblr.
Cerco utenti che twittano con Iphone da Padova o usano il tag #padova su Instagram e inizio a seguirli. Pubblico foto/scorci di Padova e ogni fine settimana seleziono alcune foto taggate #igerspadova e gli do gloria in pubblico sul profilo. Mi piace a fine giornata dare uno sguardo alle foto che hanno taggato e mi diverte l’interazione che nasce. Non vedo l’ora di conoscerli di persona.
Mi piacerebbe che tutti gli Instagramers padovani seguissero @igerspadova e si seguissero tra di loro :)

Quali obiettivi per il futuro?

Tantissimi!
Innanzitutto riuscire ad aumentare il numero di followers, organizzare dei contest online e degli InstaMeet.
Tra l’altro se c’è qualche negozio di fotografia, musica, abbigliamento o altri articoli che vuole mettere in palio qualche prodotto per un contest padovano mi contatti pure via mail.
Poi mi piacerebbe riuscire ad organizzare delle mostre in qualche locale a Padova. Ad oggi abbiamo più di 700 foto taggate #igerspadova.

Per ora, invece, vi aspetto tutti il 24 settembre a Milano per il Primo InstaMeeting Instagramers Italy da non perdere.

Instagramers veneti fatevi avanti!

Conterà essere primi su Facebook?

Guardate questa mappa:

Mappa social media

Che ve ne pare? A me sembra molto “blu”.

È incredibile, Facebook rasenta i 700 milioni di utenti e qualcuno ha il coraggio di parlare anche solo lontanamente di rallentamenti e di crisi della piattaforma.

Insomma, 700 milioni di persone in pochi anni, mi sembra un dato sufficiente per considerarlo un cambiamento epocale.

È la nuova Internet, è il Web 2.0 che prende veramente forma e diventa realtà, fatto quotidiano, entra nelle case. Anche mia nonna ha sentito parlare di Facebook, anche se non sa ancora che roba sia. Un giorno sì, e uno anche, lo si sente nominare al telegiornale.

Qualcosa è davvero cambiato.

Ma guardiamo il fenomeno con gli occhiali del business.

Se è vero infatti che molti sono i social media marketing manager, è vero anche che le aziende faticano ancora a capire l’importanza di queste piattaforme (i social appunto) e il ruolo di queste persone. Soprattutto le piccole.

Una buona strategia può portare a risultati molto interessanti, misurabili in molti casi, a costi relativamente bassi (rispetto ai Media tradizionali). Ma questo non vale solo per Facebook, vale per tutto il web marketing.

Quanto conta infatti essere primi sui motori di ricerca? Molto, moltissimo.

Quanto conterà esserlo sui motori dei social network? Secondo me molto, moltissimo.

Bing e Facebook si sono già messi assieme. Google sta dando sempre più importanza ai social media nelle proprie SERP. Da poco è nato anche Google+, ennesimo tentativo di creare una propria piattaforma social. Tutti chiari segnali che la strada è quella dell’integrazione.

Ma forse è anche un messaggio per i SEO :) Bisogna ottimizzare i contenuti social! Probabilmente al momento è utile solo fino a un certo punto, ma penso che in futuro lo sarà sempre di più. Per YouTube e Flickr questa regola già vale.

Già si parla di SMO (Social Media Optimization)… da questo concetto all’ottimizzare i propri profili social per essere primi tra i risultati di Facebook & Co. il passo potrebbe essere davvero molto breve :)

Da stare allerta insomma ;)